Home del Blog

Il Duca Carraronan

Aggiungi ai Preferiti

 
« Luglio 2008 »
LMMGVSD
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031   
 

Cosa mi Piace

La Pornografia
La Storia Moderna
Il Body Building
Le Belle Ragazze
L'Energia Nucleare
L'Ambientalismo Realista
Il Gioco di Ruolo GURPS
 

Cosa non Gradisco

I Lamentosi Mestruati
I Fanatici dei Samurai
I Rapper finto-Gangster
Gli Anti-Nucleare
Gli Ambientalisti Sciocchi
I Pacifisti Estremisti
 

Araldica Ducale


Cazzo Alato

Stemma del Ducato


Sfinterburg
Capitale del Ducato

 

Cerca nel Blog

 
Lista delle dichiarazioni
Blog Obsoleto, mi sono spostato
2008-03-01 12:59:37
Per l'Occidente!
2007-02-13 22:26:04
Guida per Bravi Musulmani
2006-11-28 18:15:50
Gerard Batten denuncia Prodi
2006-11-27 21:18:20
Sudditi e Nobili
2006-11-23 02:44:20
Divieto di Divulgazione
2006-10-13 11:52:52
Il Video Maledetto
2006-09-23 00:01:07
Discorso del Papa a Regensburg
2006-09-18 21:38:03
Caruso, il disobbediente latifondista
2006-08-30 17:58:04
Una signorina in costume
2006-08-11 16:04:37
Bestemmie e pensieri sconnessi...
2006-06-26 19:28:02
Savoia: Associazione a Delinquere!
2006-06-16 20:53:03
Islam che piace alla Sinistra
2006-06-13 19:17:15
TCPA DRM Libertà informatica a rischio
2006-06-12 13:10:33
Attrezzi Ducali
2006-06-11 12:42:51
Guarda le dichiarazioni...
Blog Obsoleto, mi sono spostato
   2008-03-01 12:59:37

ATTENZIONE: questo blog non è più aggiornato né curato da oltre un anno!

Il Duca ha suddiviso in due il suo blog e lo ha spostato ai seguenti indirizzi:
http://www.carraronan.org (politico-umoristico)
http://www.steamfantasy.it/blog/ (letterario-oplologico)

I nuovi blog sono fatti in Wordpress e dispongono di abbonamento via RSS.

A presto.
 
Generale; 0 commenti; Sperma Link
 
Per l'Occidente!
   2007-02-13 22:26:04

OCCIDENTE!
"Per l'Occidente" iniziativa politica sostenuta da Marcello Pera (ex Presidente del Senato)

Per l'OccidenteL'Occidente è in crisi. Attaccato dall'esterno dal fondamentalismo e dal terrorismo islamico, non è capace di rispondere alla sfida. Minato dall'interno da una crisi morale e spirituale, non trova il coraggio per reagire. Ci sentiamo colpevoli del nostro benessere, proviamo vergogna delle nostre tradizioni, consideriamo il terrorismo come una reazione ai nostri errori. Il terrorismo, invece, è un'aggressione diretta alla nostra civiltà e all'umanità intera.
L'Europa è ferma. Continua a perdere natalità, competitività, unità di azione sulla scena internazionale. Nasconde e nega la propria identità e così fallisce nel tentativo di darsi una Costituzione legittimata dai cittadini. Determina una frattura con gli Stati Uniti e fa dell'antiamericanismo una bandiera.
Le nostre tradizioni sono messe in discussione. Il laicismo o il progressismo rinnegano i costumi millenari della nostra storia. Si sviliscono così i valori della vita, della persona, del matrimonio, della famiglia. Si predica l'uguale valore di tutte le culture. Si lascia senza guida e senza regola l'integrazione degli immigrati.
Come ha detto Benedetto XVI, oggi "
l'Occidente non ama più se stesso". Per superare questa crisi abbiamo bisogno di più impegno e di più coraggio sui temi della nostra civiltà.

Il Manifesto:
http://www.perloccidente.it/doc_pdf.php

Sito:
http://www.perloccidente.it

 
AttualitàIslamPolitica; 2 commenti; Sperma Link
 
Guida per Bravi Musulmani
   2006-11-28 18:15:50

Guida al Bravo Musulmano
Esaltante prodotto distribuito nelle scuole islamiche italiane!
Consentito dalla Sinistra e Approvato (tacitamente) dal Governo Prodi.

Lezione numero 1:
«Tutte le religioni esistenti sulla terra non hanno alcun valore. L'unica, vera religione è quella islamica, le altre sono inutili, false e perniciose per chi le pratica».
Lezione numero 2:
«L'intero universo è composto da diavoli ed esseri umani che devono abbracciare l'Islam abbandonando le loro false religioni, altrimenti finiranno tutti all'inferno».
Lezione numero 3:
«Il Profeta disse: non vengo ascoltato da cristiani ed ebrei che dopo la loro morte saranno condannati all'inferno».

E soprattutto...
La Negazione dello Stato Laico:
«È proibita per ogni musulmano la fedeltà e la lealtà verso coloro che non aderiscono alle leggi dell'Islam e non obbediscono al suo Profeta».

Fonte dichiarata: guide per la scuole islamiche del Ministero dell'Educazione dell'Arabia Saudita.
Distribuita in Italia ed adottata: il ministero finanzia moschee e scuole arabe sul suolo italiano (difficile dirgli di NO).

Volete saperne di più?
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=137018

Posso sapere quale vantaggio porti alla sinistra difendere questi insegnamenti ed in particolare quello che nega la legittimità degli stati laici?
Non l'ho capito e mi farebbe piacere scoprirne il motivo.
Chi ha votato sinistra vota partiti che appoggiano dichiaratamente la diffusione di scuole islamiche che a differenza delle scuole francesi, inglesi o yankee sono esentate  dal rispettare i nostri canoni di insegnamento che mi pare non permettano di promuovere l'odio religioso (non De Iure, ma De Facto, perché lo si tollera e guai a chi le tocca, vedasi la strenua difesa della Sinistra per Via Quaranta)...
...ma magari mi sbaglio e i ragazzi di sinistra saranno più informati di me sulle nuove direttive a favore dell'odio religioso e della negazione dello stato laico.
Quale sarà il prossimo passo: Università con corsi di "insurrezione armata"? Wow, è veramente fico tutto ciò.

Vorrei proprio che voi elettori di sinistra mi spiegaste perché ritenete una buona scelta promuovere gli insegnamenti sopra elencati, perché sono tonto e non l'ho capito.
Voi dovete saperlo... se non avete votato a caso seguendo il precetto di altissimo valore politico descritto come "Sinistra = Buoni, Destra = Malvagi" saprete cosa avrete votato e perché...
...no?

Non è che la Sinistra avrà confuso il termine Laico con Pro-Islam?
L'apoteosi per la Democrazia cosa sarà, avere così tanti esaltati religiosi non integrati che votino democraticamente e legittimamente per il passaggio ad uno stato teocratico?
L'esperienza della Repubblica di Weimar che scelse col voto Hitler è piaciuta così tanto alla sinistra che vuole sperimentarla in Italia con i fanatici religiosi?


 
PoliticaIslamAttualità; 0 commenti; Sperma Link
 
Gerard Batten denuncia Prodi
   2006-11-27 21:18:20
Gerard Batten denuncia Prodi come uomo di fiducia del KGB in Italia e chiede un'inchiesta sull'operato di Romano Prodi durante il periodo a capo della commissione europea.
La sua fonte è la ex-Spia Livtinenko stranamente "assassinato" con sostanze radioattive, metodo tipico del KGB...

LOL
 
Politica; 0 commenti; Sperma Link
 
Sudditi e Nobili
   2006-11-23 02:44:20
Il Secondo Video del Ducato: Sudditi e Nobili rappresentati realisticamente.

Fonti: Cinico Tv e Cyrano de Bergerac.
 
Info Ducato; 0 commenti; Sperma Link
 
Divieto di Divulgazione
   2006-10-13 11:52:52

Governo Prodi: Divieto di Divulgazione

http://www.webmasterage.com/news/divieto-di-stampa-per-le-associazioni.php

Divieto di scrivere per le associazioni. Il governo Prodi ha introdotto una modifica alla legge sul diritto d'autore con il decreto 262 del 3 ottobre 2006 che ha stabilito l'obbligo di un pagamento per la riproduzione di articoli di attualità senza scopo di lucro, contrariamente a quanto prevedeva la precedente formulazione sul diritto d'autore che poneva come unico obbligo la citazione della fonte.

Cosa cambia per le associazioni? In questo modo le associazioni di volontariato che raccolgono articoli sulla guerra in Darfur, notoriamente ignorata dai grandi mass media, oppure un'associazione ambientalista o pacifista, un comitato di quartiere contro l'elettrosmog ecc, intente a raccogliere prove, archiviando articoli di giornale online sull'argomento per denunciare crimini o abusi, dovranno pagare una tassa all'associazione degli editori per la cessione dei diritti d'autore. E' questo il risvolto della decisione del governo Prodi che rende così ancora più difficoltoso il lavoro delle associazioni di volontariato. A questo proposito l'associazione pacifista Peace Link ha lanciato una campagna che ci sentiamo di appoggiare appieno.

"Da più di dieci anni - ha dichiarato Carlo Gubitosa, referente della campagna - collaboro con il sito www.peacelink.it, che sulle sue pagine ospita quasi 18mila articoli, alcuni originali, altri tradotti, molti ripresi da varie fonti autorevoli, sempre e comunque menzionate e riportate per esteso. Sul nostro sito tutti questi articoli hanno acquistato un valore aggiunto proprio perchè organizzati, tematizzati, catalogati e collegati tra loro grazie al lavoro di un gruppo costituito totalmente da volontari, dal presidente in giù. Molto di questo materiale è scomparso dai siti web delle testate che lo hanno pubblicato, e questo aggiunge al nostro lavoro di bibliotecari anche un importante ruolo di memoria storica delle lotte italiane e internazionali per la pace e il rispetto dei diritti umani".

Nel testo dell'appello si chiede al parlamento italiano di abolire con un opportuno provvedimento le disposizioni contenute nel decreto legge 262/2006 che modificano in senso restrittivo la legge sul diritto d'autore.

Link utile: http://db.peacelink.org/campagne/info.php?id=20

Link al Decreto: http://gazzette.comune.jesi.an.it/2006/230/1.htm

Art. 32.
Riproduzione di articoli di riviste o giornali
1. All'articolo 65 della legge 22 aprile 1941, n. 633, dopo il
comma 1, e' inserito il seguente:
«1-bis. I soggetti che realizzano, con qualsiasi mezzo, la
riproduzione totale o parziale di articoli di riviste o giornali,
devono corrispondere un compenso agli editori per le opere da cui i
suddetti articoli sono tratti. La misura di tale compenso e le
modalita' di riscossione sono determinate sulla base di accordi tra i
soggetti di cui al periodo precedente e le associazioni delle
categorie interessate. Sono escluse dalla corresponsione del compenso
le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1 del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165.».

Interessante.
Non riguarda solo le Associazioni, ma anche Siti, Blog, fogli di paese o scolastici, volantini di propaganda ecc...
Riguarda tutti voi.

Suppongo che il popolo pacifista e umanitariamente impegnato (in massa di sinistra) sarà contento che ora non potrà più divulgare articoli sulle "guerre ignorate dai mass-media", sulle violazioni dei diritti umani e sulle catastrofi umanitarie.

Esiste un solo diritto all'informazione: quella di Regime.

Un giornale non di Regime pubblica un articolo contro il Governo, denunciando corruzione o crimini?
Sotto il Governo Berlusconi potevi divulgarlo in lungo e in largo per sputtanare il Governo (non che servisse: i giornali che per definizione non sono mai stati organi informativi, ma puri organi di propaganda, non ci hanno mai fatto mancare articoli contro Berlusconi).
Ora con Prodi non puoi. A meno che non ti lanci nello scomodo processo per contattare l'editore, concordare la cifra da pagare (e la fetta che va alla SIAE, famoso organo del Regime atto a speculare sulle idee di altri) e ottenere -chissà se e dopo quanto e a quale prezzo- un diritto di divulgazione dell'informazione che prima ti era G A R A N T I T O sotto il governo Berlusconi.

Era Berlusconi che controllava i Media e l'informazione, vero?
D'altronde se avete votato Prodi non avete un gran presa sulla realtà (o siete disinformati e quindi avete votato buttando stupidamente il vostro voto al primo demagogo di sinistra) quindi non potreste capire di trovarvi e rischio di regime anti-democratico nemmeno se viveste nella Germania del dopo elezioni del 1933...
Feccia.

Trovate un articolo scientifico che parla di facilità e comodità nello smaltimento delle (poche) scorie prodotte da un impianto di potenza a fissione nucleare?
Non potete più pubblicarlo nel vostro foglio/sito dedicato all'ambientalismo vero (cioè quello che promuove l'uso dell'energia nucleare come energia pulita, secondo le direttive del WWF degli ultimi anni).

Idem se trovate un articolo dedicato alle applicazioni delle celle a idrogeno per lo stoccaggio pulito e comodo dell'energia (prodotta da impianti di potenza, meglio se nucleari).

Mi sembra equo: il nuovo governo conosce il pericolo rappresentato dalla divulgazione di informazioni (falsificate come d'obbligo per gli organi della carta stampata politicizzata oppure vere poco importa: la gente ricorda le accuse, meglio se false, non le noiose verità) e lo vuole stroncare sul nascere.
Ma così uccide anche la libertà di divulgazione scientifica.
Non che gliene freghi nulla ai nostri politici di sinistra, statalisti e accentratori...

Lo avete votato.
Evidentemente lo volevate. Evidentemente lo meritavate.

 
PoliticaAttualità; 3 commenti; Sperma Link
 
Il Video Maledetto
   2006-09-23 00:01:07
Ecco il primo video del Ducato del Porno: "Ducato del Porno: Il Video Maledetto!"
 
Info Ducato; 2 commenti; Sperma Link
 
Discorso del Papa a Regensburg
   2006-09-18 21:38:03

Discorso del Papa all'Università di Regensburg
Testo Integrale. Ecco cosa ha scatenato l'ira dell'Islam, il verso del Corano "Nessuna costrizione nelle cose di Fede".

Illustri Signori, gentili Signore!
È per me un momento emozionante stare ancora una volta sulla cattedra dell'università e una volta ancora poter tenere una lezione. I miei pensieri, contemporaneamente, ritornano a quegli anni in cui, dopo un bel periodo presso l'Istituto superiore di Freising, iniziai la mia attività di insegnante accademico all’università di Bonn. Era – nel 1959 – ancora il tempo della vecchia università dei professori ordinari. Per le singole cattedre non esistevano né assistenti né dattilografi, ma in compenso c'era un contatto molto diretto con gli studenti e soprattutto anche tra i professori. Ci si incontrava prima e dopo la lezione nelle stanze dei docenti. I contatti con gli storici, i filosofi, i filologi e naturalmente anche tra le due facoltà teologiche erano molto stretti. Una volta in ogni semestre c'era un cosiddetto dies academicus, in cui professori di tutte le facoltà si presentavano davanti agli studenti dell'intera università, rendendo così possibile una vera esperienza di universitas: il fatto che noi, nonostante tutte le specializzazioni, che a volte ci rendono incapaci di comunicare tra di noi, formiamo un tutto e lavoriamo nel tutto dell'unica ragione con le sue varie dimensioni, stando così insieme anche nella comune responsabilità per il retto uso della ragione – questo fatto diventava esperienza viva. L'università, senza dubbio, era fiera anche delle sue due facoltà teologiche. Era chiaro che anch'esse, interrogandosi sulla ragionevolezza della fede, svolgono un lavoro che necessariamente fa parte del "tutto" dell'universitas scientiarum, anche se non tutti potevano condividere la fede, per la cui correlazione con la ragione comune si impegnano i teologi. Questa coesione interiore nel cosmo della ragione non venne disturbata neanche quando una volta trapelò la notizia che uno dei colleghi aveva detto che nella nostra università c'era una stranezza: due facoltà che si occupavano di una cosa che non esisteva – di Dio. Che anche di fronte ad uno scetticismo così radicale resti necessario e ragionevole interrogarsi su Dio per mezzo della ragione e ciò debba essere fatto nel contesto della tradizione della fede cristiana: questo, nell'insieme dell'università, era una convinzione indiscussa.

Tutto ciò mi tornò in mente, quando recentemente lessi la parte edita dal professore Theodore Khoury (Münster) del dialogo che il dotto
imperatore bizantino Manuele II Paleologo, forse durante i quartieri d'inverno del 1391 presso Ankara, ebbe con un persiano colto su cristianesimo e islam e sulla verità di ambedue. Fu poi probabilmente l'imperatore stesso ad annotare, durante l'assedio di Costantinopoli tra il 1394 e il 1402, questo dialogo; si spiega così perché i suoi ragionamenti siano riportati in modo molto più dettagliato che non le risposte dell'erudito persiano. Il dialogo si estende su tutto l'ambito delle strutture della fede contenute nella Bibbia e nel Corano e si sofferma soprattutto sull'immagine di Dio e dell'uomo, ma necessariamente anche sempre di nuovo sulla relazione tra le "tre Leggi": Antico Testamento – Nuovo Testamento – Corano. Vorrei toccare in questa lezione solo un argomento – piuttosto marginale nella struttura del dialogo – che, nel contesto del tema "fede e ragione", mi ha affascinato e che mi servirà come punto di partenza per le mie riflessioni su questo tema.

Nel settimo colloquio (dialexis – controversia) edito dal prof. Khoury, l'imperatore tocca il tema della
jihād (guerra santa). Sicuramente l'imperatore sapeva che nella sura 2, 256 si legge: "Nessuna costrizione nelle cose di fede". È una delle sure del periodo iniziale in cui Maometto stesso era ancora senza potere e minacciato. Ma, naturalmente, l'imperatore conosceva anche le disposizioni, sviluppate successivamente e fissate nel Corano, circa la guerra santa. Senza soffermarsi sui particolari, come la differenza di trattamento tra coloro che possiedono il "Libro" e gli "increduli", egli, in modo sorprendentemente brusco, si rivolge al suo interlocutore semplicemente con la domanda centrale sul rapporto tra religione e violenza in genere, dicendo: "Mostrami pure ciò che Maometto ha portato di nuovo, e vi troverai soltanto delle cose cattive e disumane, come la sua direttiva di diffondere per mezzo della spada la fede che egli predicava". L'imperatore spiega poi minuziosamente le ragioni per cui la diffusione della fede mediante la violenza è cosa irragionevole. La violenza è in contrasto con la natura di Dio e la natura dell'anima. "Dio non si compiace del sangue; non agire secondo ragione è contrario alla natura di Dio. La fede è frutto dell'anima, non del corpo. Chi quindi vuole condurre qualcuno alla fede ha bisogno della capacità di parlare bene e di ragionare correttamente, non invece della violenza e della minaccia… Per convincere un'anima ragionevole non è necessario disporre né del proprio braccio, né di strumenti per colpire né di qualunque altro mezzo con cui si possa minacciare una persona di morte…".

L'affermazione decisiva in questa argomentazione contro la conversione mediante la violenza è: non agire secondo ragione è contrario alla natura di Dio. L'editore, Theodore Khoury, commenta: per l'imperatore, come bizantino cresciuto nella filosofia greca, quest'affermazione è evidente. Per la dottrina musulmana, invece, Dio è assolutamente trascendente. La sua volontà non è legata a nessuna delle nostre categorie, fosse anche quella della ragionevolezza. In questo contesto Khoury cita un'opera del noto islamista francese R. Arnaldez, il quale rileva che Ibn Hazn si spinge fino a dichiarare che Dio non sarebbe legato neanche dalla sua stessa parola e che niente lo obbligherebbe a rivelare a noi la verità. Se fosse sua volontà, l'uomo dovrebbe praticare anche l'idolatria.

Qui si apre, nella comprensione di Dio e quindi nella realizzazione concreta della religione, un dilemma che oggi ci sfida in modo molto diretto. La convinzione che agire contro la ragione sia in contraddizione con la natura di Dio, è soltanto un pensiero greco o vale sempre e per se stesso? Io penso che in questo punto si manifesti la profonda concordanza tra ciò che è greco nel senso migliore e ciò che è fede in Dio sul fondamento della Bibbia. Modificando il primo versetto del Libro della Genesi, Giovanni ha iniziato il prologo del suo Vangelo con le parole: "In principio era il Logos”. È questa proprio la stessa parola che usa l'imperatore: Dio agisce con logos.
Logos significa insieme ragione e parola – una ragione che è creatrice e capace di comunicarsi ma, appunto, come ragione. Giovanni con ciò ci ha donato la parola conclusiva sul concetto biblico di Dio, la parola in cui tutte le vie spesso faticose e tortuose della fede biblica raggiungono la loro meta, trovano la loro sintesi. In principio era il logos, e il logos è Dio, ci dice l'evangelista. L'incontro tra il messaggio biblico e il pensiero greco non era un semplice caso. La visione di san Paolo, davanti al quale si erano chiuse le vie dell'Asia e che, in sogno, vide un Macedone e sentì la sua supplica: "Passa in Macedonia e aiutaci!" (cfr At 16,6-10) – questa visione può essere interpretata come una "condensazione" della necessità intrinseca di un avvicinamento tra la fede biblica e l'interrogarsi greco.

In realtà, questo avvicinamento ormai era avviato da molto tempo. Già il nome misterioso di Dio dal roveto ardente, che distacca questo Dio dall'insieme delle divinità con molteplici nomi affermando soltanto il suo essere, è, nei confronti del mito, una contestazione con la quale sta in intima analogia il tentativo di Socrate di vincere e superare il mito stesso. Il processo iniziato presso il roveto raggiunge, all'interno dell'Antico Testamento, una nuova maturità durante l'esilio, dove il Dio d'Israele, ora privo della Terra e del culto, si annuncia come il Dio del cielo e della terra, presentandosi con una semplice formula che prolunga la parola del roveto: "Io sono". Con questa nuova conoscenza di Dio va di pari passo una specie di illuminismo, che si esprime in modo drastico nella derisione delle divinità che sono soltanto opera delle mani dell'uomo (cfr Sal 115). Così, nonostante tutta la durezza del disaccordo con i sovrani ellenistici, che volevano ottenere con la forza l'adeguamento allo stile di vita greco e al loro culto idolatrico, la fede biblica, durante l'epoca ellenistica, andava interiormente incontro alla parte migliore del pensiero greco, fino ad un contatto vicendevole che si è poi realizzato specialmente nella tarda letteratura sapienziale. Oggi noi sappiamo che la traduzione greca dell'Antico Testamento, realizzata in Alessandria – la "Settanta" –, è più di una semplice (da valutare forse in modo poco positivo) traduzione del testo ebraico: è infatti una testimonianza testuale a se stante e uno specifico importante passo della storia della Rivelazione, nel quale si è realizzato questo incontro in un modo che per la nascita del cristianesimo e la sua divulgazione ha avuto un significato decisivo. Nel profondo, vi si tratta dell'incontro tra fede e ragione, tra autentico illuminismo e religione. Partendo veramente dall'intima natura della fede cristiana e, al contempo, dalla natura del pensiero ellenistico fuso ormai con la fede, Manuele II poteva dire:
Non agire "con il logos" è contrario alla natura di Dio.

Per onestà bisogna annotare a questo punto che, nel tardo Medioevo, si sono sviluppate nella teologia tendenze che rompono questa sintesi tra spirito greco e spirito cristiano. In contrasto con il cosiddetto intellettualismo agostiniano e tomista iniziò con Duns Scoto una impostazione volontaristica, la quale alla fine portò all'affermazione che noi di Dio conosceremmo soltanto la voluntas ordinata. Al di là di essa esisterebbe la libertà di Dio, in virtù della quale Egli avrebbe potuto creare e fare anche il contrario di tutto ciò che effettivamente ha fatto. Qui si profilano delle posizioni che, senz'altro, possono avvicinarsi a quelle di Ibn Hazn e potrebbero portare fino all'immagine di un Dio-Arbitrio, che non è legato neanche alla verità e al bene. La trascendenza e la diversità di Dio vengono accentuate in modo così esagerato, che anche la nostra ragione, il nostro senso del vero e del bene non sono più un vero specchio di Dio, le cui possibilità abissali rimangono per noi eternamente irraggiungibili e nascoste dietro le sue decisioni effettive. In contrasto con ciò, la fede della Chiesa si è sempre attenuta alla convinzione che tra Dio e noi, tra il suo eterno Spirito creatore e la nostra ragione creata esista una vera analogia, in cui certo le dissomiglianze sono infinitamente più grandi delle somiglianze, non tuttavia fino al punto da abolire l'analogia e il suo linguaggio (cfr Lat IV). Dio non diventa più divino per il fatto che lo spingiamo lontano da noi in un volontarismo puro ed impenetrabile, ma il Dio veramente divino è quel Dio che si è mostrato come logos e come logos ha agito e agisce pieno di amore in nostro favore. Certo,
l'amore "sorpassa" la conoscenza ed è per questo capace di percepire più del semplice pensiero (cfr Ef 3,19), tuttavia esso rimane l'amore del Dio-logos, per cui il culto cristiano è logikè latreia" – un culto che concorda con il Verbo eterno e con la nostra ragione (cfr Rm 12,1).

Il qui accennato vicendevole avvicinamento interiore, che si è avuto tra la fede biblica e l'interrogarsi sul piano filosofico del pensiero greco, è un dato di importanza decisiva non solo dal punto di vista della storia delle religioni, ma anche da quello della storia universale – un dato che ci obbliga anche oggi. Considerato questo incontro, non è sorprendente che il cristianesimo, nonostante la sua origine e qualche suo sviluppo importante nell'Oriente, abbia infine trovato la sua impronta storicamente decisiva in Europa. Possiamo esprimerlo anche inversamente: questo incontro, al quale si aggiunge successivamente ancora il patrimonio di Roma, ha creato l'Europa e rimane il fondamento di ciò che, con ragione, si può chiamare Europa.

Alla tesi che il patrimonio greco, criticamente purificato, sia una parte integrante della fede cristiana, si oppone la richiesta della dis-ellenizzazione del cristianesimo – una richiesta che dall'inizio dell'età moderna domina in modo crescente la ricerca teologica. Visto più da vicino, si possono osservare tre onde nel programma della dis-ellenizzazione: pur collegate tra di loro, esse tuttavia nelle loro motivazioni e nei loro obiettivi sono chiaramente distinte l'una dall'altra.

La dis-ellenizzazione emerge dapprima in connessione con i postulati fondamentali della Riforma del XVI secolo. Considerando la tradizione delle scuole teologiche, i riformatori si vedevano di fronte ad una sistematizzazione della fede condizionata totalmente dalla filosofia, di fronte cioè ad una determinazione della fede dall'esterno in forza di un modo di pensare che non derivava da essa. Così la fede non appariva più come vivente parola storica, ma come elemento inserito nella struttura di un sistema filosofico. Il sola Scriptura invece cerca la pura forma primordiale della fede, come essa è presente originariamente nella Parola biblica. La metafisica appare come un presupposto derivante da altra fonte, da cui occorre liberare la fede per farla tornare ad essere totalmente se stessa. Con la sua affermazione di aver dovuto accantonare il pensare per far spazio alla fede, Kant ha agito in base a questo programma con una radicalità imprevedibile per i riformatori. Con ciò egli ha ancorato la fede esclusivamente alla ragione pratica, negandole l'accesso al tutto della realtà.

La teologia liberale del XIX e del XX secolo apportò una seconda onda nel programma della dis-ellenizzazione: di essa rappresentante eminente è Adolf von Harnack. Durante il tempo dei miei studi, come nei primi anni della mia attività accademica, questo programma era fortemente operante anche nella teologia cattolica. Come punto di partenza era utilizzata la distinzione di Pascal tra il Dio dei filosofi ed il Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe. Nella mia prolusione a Bonn, nel 1959, ho cercato di affrontare questo argomento. Non intendo riprendere qui tutto il discorso. Vorrei però tentare di mettere in luce almeno brevemente la novità che caratterizzava questa seconda onda di dis-ellenizzazione rispetto alla prima. Come pensiero centrale appare, in Harnack, il ritorno al semplice uomo Gesù e al suo messaggio semplice, che verrebbe prima di tutte le teologizzazioni e, appunto, anche prima delle ellenizzazioni: sarebbe questo messaggio semplice che costituirebbe il vero culmine dello sviluppo religioso dell'umanità.
Gesù avrebbe dato un addio al culto in favore della morale. In definitiva, Egli viene rappresentato come padre di un messaggio morale umanitario. Lo scopo di ciò è in fondo di riportare il cristianesimo in armonia con la ragione moderna, liberandolo, appunto, da elementi apparentemente filosofici e teologici, come per esempio la fede nella divinità di Cristo e nella trinità di Dio. In questo senso, l'esegesi storico-critica del Nuovo Testamento sistema nuovamente la teologia nel cosmo dell'università: teologia, per Harnack, è qualcosa di essenzialmente storico e quindi di strettamente scientifico. Ciò che essa indaga su Gesù mediante la critica è, per così dire, espressione della ragione pratica e di conseguenza anche sostenibile nell'insieme dell'università. Nel sottofondo c'è l'autolimitazione moderna della ragione, espressa in modo classico nelle "critiche" di Kant, nel frattempo però ulteriormente radicalizzata dal pensiero delle scienze naturali. Questo concetto moderno della ragione si basa, per dirla in breve, su una sintesi tra platonismo (cartesianismo) ed empirismo, che il successo tecnico ha confermato. Da una parte si presuppone la struttura matematica della materia, la sua per così dire razionalità intrinseca, che rende possibile comprenderla ed usarla nella sua efficacia operativa: questo presupposto di fondo è, per così dire, l'elemento platonico nel concetto moderno della natura. Dall'altra parte, si tratta della utilizzabilità funzionale della natura per i nostri scopi, dove solo la possibilità di controllare verità o falsità mediante l'esperimento fornisce la certezza decisiva. Il peso tra i due poli può, a seconda delle circostanze, stare più dall'una o più dall'altra parte. Un pensatore così strettamente positivista come J. Monod si è dichiarato convinto platonico o cartesiano.

Questo comporta due orientamenti fondamentali decisivi per la nostra questione.
Soltanto il tipo di certezza derivante dalla sinergia di matematica ed empiria ci permette di parlare di scientificità. Ciò che pretende di essere scienza deve confrontarsi con questo criterio. E così anche le scienze che riguardano le cose umane, come la storia, la psicologia, la sociologia e la filosofia, cercano di avvicinarsi a questo canone della scientificità. Importante per le nostre riflessioni, comunque, è ancora il fatto che il metodo come tale esclude il problema Dio, facendolo apparire come problema ascientifico o pre-scientifico. Con questo, però, ci troviamo davanti ad una riduzione del raggio di scienza e ragione che è doveroso mettere in questione.

Torneremo ancora su questo argomento. Per il momento basta tener presente che, in un tentativo alla luce di questa prospettiva di conservare alla teologia il carattere di disciplina "scientifica", del cristianesimo resterebbe solo un misero frammento. Ma dobbiamo dire di più: è l'uomo stesso che con ciò subisce una riduzione. Poiché allora gli interrogativi propriamente umani, cioè quelli del "da dove" e del "verso dove", gli interrogativi della religione e dell'ethos, non possono trovare posto nello spazio della comune ragione descritta dalla "scienza" e devono essere spostati nell'ambito del soggettivo. Il soggetto decide, in base alle sue esperienze, che cosa gli appare religiosamente sostenibile, e la "coscienza" soggettiva diventa in definitiva l'unica istanza etica. In questo modo, però, l'ethos e la religione perdono la loro forza di creare una comunità e scadono nell'ambito della discrezionalità personale. È questa una condizione pericolosa per l'umanità: lo costatiamo nelle patologie minacciose della religione e della ragione – patologie che necessariamente devono scoppiare, quando la ragione viene ridotta a tal punto che le questioni della religione e dell'ethos non la riguardano più. Ciò che rimane dei tentativi di costruire un'etica partendo dalle regole dell'evoluzione o dalla psicologia e dalla sociologia, semplicemente insufficiente.

Prima di giungere alle conclusioni alle quali mira tutto questo ragionamento, devo accennare ancora brevemente alla terza onda della dis-ellenizzazione che si diffonde attualmente. In considerazione dell’incontro con la molteplicità delle culture si ama dire oggi che la sintesi con l’ellenismo, compiutasi nella Chiesa antica, sarebbe stata una prima inculturazione, che non dovrebbe vincolare le altre culture. Queste dovrebbero avere il diritto di tornare indietro fino al punto che precedeva quella inculturazione per scoprire il semplice messaggio del Nuovo Testamento ed inculturarlo poi di nuovo nei loro rispettivi ambienti. Questa tesi non è semplicemente sbagliata; è tuttavia grossolana ed imprecisa. Il Nuovo Testamento, infatti, e stato scritto in lingua greca e porta in se stesso il contatto con lo spirito greco – un contatto che era maturato nello sviluppo precedente dell’Antico Testamento. Certamente ci sono elementi nel processo formativo della Chiesa antica che non devono essere integrati in tutte le culture. Ma le decisioni di fondo che, appunto, riguardano il rapporto della fede con la ricerca della ragione umana, queste decisioni di fondo fanno parte della fede stessa e ne sono gli sviluppi, conformi alla sua natura.

Con ciò giungo alla conclusione. Questo tentativo, fatto solo a grandi linee, di critica della ragione moderna dal suo interno, non include assolutamente l’opinione che ora si debba ritornare indietro, a prima dell’illuminismo, rigettando le convinzioni dell’età moderna. Quello che nello sviluppo moderno dello spirito è valido viene riconosciuto senza riserve: tutti siamo grati per le grandiose possibilità che esso ha aperto all’uomo e per i progressi nel campo umano che ci sono stati donati. L’ethos della scientificità, del resto, è volontà di obbedienza alla verità e quindi espressione di un atteggiamento che fa parte della decisione di fondo dello spirito cristiano. Non ritiro, non critica negativa è dunque l’intenzione; si tratta invece di un allargamento del nostro concetto di ragione e dell’uso di essa. Perché con tutta la gioia di fronte alle possibilità dell'uomo, vediamo anche le minacce che emergono da queste possibilità e dobbiamo chiederci come possiamo dominarle. Ci riusciamo solo se ragione e fede si ritrovano unite in un modo nuovo; se superiamo la limitazione autodecretata della ragione a ciò che è verificabile nell'esperimento, e dischiudiamo ad essa nuovamente tutta la sua ampiezza. In questo senso la teologia, non soltanto come disciplina storica e umano-scientifica, ma come teologia vera e propria, cioè come interrogativo sulla ragione della fede, deve avere il suo posto nell'università e nel vasto dialogo delle scienze.

Solo così diventiamo anche capaci di un vero dialogo delle culture e delle religioni – un dialogo di cui abbiamo un così urgente bisogno. Nel mondo occidentale domina largamente l'opinione, che soltanto la ragione positivista e le forme di filosofia da essa derivanti siano universali. Ma le culture profondamente religiose del mondo vedono proprio in questa esclusione del divino dall'universalità della ragione un attacco alle loro convinzioni più intime. Una ragione, che di fronte al divino è sorda e respinge la religione nell'ambito delle sottoculture, è incapace di inserirsi nel dialogo delle culture. E tuttavia, la moderna ragione propria delle scienze naturali, con l'intrinseco suo elemento platonico, porta in sé, come ho cercato di dimostrare, un interrogativo che la trascende insieme con le sue possibilità metodiche. Essa stessa deve semplicemente accettare la struttura razionale della materia e la corrispondenza tra il nostro spirito e le strutture razionali operanti nella natura come un dato di fatto, sul quale si basa il suo percorso metodico. Ma la domanda sul perché di questo dato di fatto esiste e deve essere affidata dalle scienze naturali ad altri livelli e modi del pensare – alla filosofia e alla teologia. Per la filosofia e, in modo diverso, per la teologia, l'ascoltare le grandi esperienze e convinzioni delle tradizioni religiose dell'umanità, specialmente quella della fede cristiana, costituisce una fonte di conoscenza; rifiutarsi ad essa significherebbe una riduzione inaccettabile del nostro ascoltare e rispondere. Qui mi viene in mente una parola di Socrate a Fedone. Nei colloqui precedenti si erano toccate molte opinioni filosofiche sbagliate, e allora Socrate dice: "Sarebbe ben comprensibile se uno, a motivo dell'irritazione per tante cose sbagliate, per il resto della sua vita prendesse in odio ogni discorso sull'essere e lo denigrasse. Ma in questo modo perderebbe la verità dell'essere e subirebbe un grande danno". L'occidente, da molto tempo, è minacciato da questa avversione contro gli interrogativi fondamentali della sua ragione, e così può subire solo un grande danno. Il coraggio di aprirsi all'ampiezza della ragione, non il rifiuto della sua grandezza – è questo il programma con cui una teologia impegnata nella riflessione sulla fede biblica, entra nella disputa del tempo presente. "Non agire secondo ragione (con il logos) è contrario alla natura di Dio", ha detto Manuele II, partendo dalla sua immagine cristiana di Dio, all'interlocutore persiano. È a questo grande logos, a questa vastità della ragione, che invitiamo nel dialogo delle culture i nostri interlocutori. Ritrovarla noi stessi sempre di nuovo, è il grande compito dell'università.

FINE.
Che dite: gli islamici hanno la coda di paglia quando si tratta di dire che "la religione non si promuove con la violenza" e che Dio deve essere vissuto come fede razionalizzata con i criteri occidentali e non come cieco fanatismo trasudante di superstizione?
 
PoliticaAttualità; 0 commenti; Sperma Link
 
Caruso, il disobbediente latifondista
   2006-08-30 17:58:04
Il disobbediente Francesco Caruso, candidato di Rifondazione Comunista alla Camera, è un  latifondista milionario. Lui, che agli elettori promette l’esproprio delle seconde case, è proprietario di uliveti, vigneti, terre da agrumi, terreni da pascolo e immobili, sparsi tra vari comuni in provincia di Cosenza, frutto del generoso lascito di uno zio.
La visura catastale su terreni e fabbricati intestati al leader dei no global meridionali Francesco Saverio Caruso, è lunga sette pagine.
Nei comuni calabresi di Longobucco, Calopezzati, Corigliano Calabro, nel Cosentino, il giovane no global è un padrone a cui dare del voi. Ha proprietà, immobili e terre, per un valore enorme. Sei appezzamenti tra terreni da pascolo e uliveti in località Calopezzati. Una frazione di un vasto agrumeto a Corigliano Calabro, metà proprietà di due terreni da 15 e 9 ettari a Longobucco, dove possiede anche una frazione di due appartamenti di 5 locali. Nella sua rendita catastale figurano poi altri 35 terreni (vigneti, uliveti e pascoli) sempre a Longobucco. Tra cui un uliveto di 54 ettari e un altro di 60, un querceto di 22 ettari, un frutteto di 38 ettari, poi pascoli e campi a perdita d’occhio. Nel complesso, una proprietà da latifondista coi fiocchi.
Ma anche da papà e mamma non è mancato nulla al giovane Francesco, antagonista cresciuto negli agi della ricca famiglia beneventana prima di trasferirsi nell’Officina 99 e nel centro sociale Ska di Napoli, dopo l’università a Bologna, la laurea all’Istituto universitario Orientale di Napoli e la scoperta del mondo dei centri sociali.
Con i genitori e il fratello ha vissuto per anni, fino alla fine del liceo, in un superattico di 350 mq nel centro storico di Benevento, nella lussuosa via Calambra.Appartamento in cui la famiglia Caruso stava in affitto, con un canone di favore.Proprietaria dell’immobile erano infatti le Ferrovie dello Stato, di cui il padre era - oggi è in pensione - un dirigente, chiamato a Benevento dalla sua Calabria per realizzare un importante intervento infrastrutturale sulla rete della città campana. E forse il contrappasso, la carriere edipica di Francesco, comincia proprio così, dal padre. Ingegnere capo delle Fs, governatore regionale dei Rotary, fu proprio lui a progettare le infrastrutture dell’Alta velocità a Benevento, un viadotto e il tunnel ferroviario, opera che oggi permette di viaggiare in eurostar da Benevento a Foggia in poco più di un’ora. Strano pedigree per il movimentista che blocca i binari, sabota i cantieri e promette battaglia agli alleati che tentennano sul no alla Tav. «Quando ero piccolo mio padre mi diceva: se vai alla manifestazione ti rifilo due ceffoni. E io col cavolo che ci andavo». Per diventare ribelle Francesco ha aspettato la maturità. Adesso può vantarsi di avere 12 avvocati per le sue 29 cause giudiziarie aperte. Al Rotary ha preferito il Chiapas, ma alle proprietà non ha rinunciato.
Qualcuno dica a
Bertinotti che il curriculum del suo capolista in Calabria sembra uscito dai registri di uno yacht club di Montecarlo. O forse il leader già lo sa, perchè non è così nuovo il caso di un antagonista che sotto il materasso nasconde un patrimonio da ricco borghese. Ma Caruso li supera tutti, e anche in questo è un no global sui generis: l’unico che partecipa ai cortei in bicicletta per non faticare, e che a Seattle, dopo un assalto al McDonalds’s interrogato dalla Cnn sui motivi della protesta così rispondeva: «Nun lo saccio, chillo panino è bbuono assai». Ma lo conoscono meglio a Benevento, dove le malelingue stavolta aggiungono: «Tanto se gli va male in politica, i soldi per arrivare a fine mese non gli mancano di certo». Per lui, San Precario non ha bisogno di preghiere.

Autore: Paolo Bracalini, 30 Agosto 2006

 
PoliticaGente VariaAttualità; 5 commenti; Sperma Link
 
Una signorina in costume
   2006-08-11 16:04:37

Perchè no? E' estate... E non ho voglia di scrivere un cazzo.
 
RagazzeSexy; 89 commenti; Sperma Link
 
Bestemmie e pensieri sconnessi...
   2006-06-26 19:28:02
Teoricamente insultare le religioni altrui non è civile, né corretto. Come anche insultare l'etnia di appartenenza. Anche se magari sono degli stupidi fotticammelli negri islamici, non è carino farglielo notare. Il principale motivo per cui in Europa (ed in Italia in particolare) la bestemmia è diffusa è che i cristiani, anche quelli che non bestemmiano mai, non ritengono di avere il diritto di picchiare, uccidere, violentare o depredare le proprietà di chi insulta il loro dio. Con quei simpatici inculatori di cammelli socialmente sottosviluppati dell'Iran e dell'Africa non è detto che sia così. Ovviamente chiunque con una tessera politica di un partito di un certo schieramento eterogeneo a base cattolico-comunista difenderà a spada tratta la cultura di chi uccide per una bestemmia. Perchè è una cultura diversa. E diverso è bello. Come i personaggi di D&D. Non per niente D&D pesca il proprio pubblico da un modo di vivere il fantasy estremamente modaiolo con forti tendenze new age. Non per niente l'URSS all'epoca si espandeva ferocemente annettendo stati indipendenti, ma poi accusava la Nato di "Imperialismo". E le folle di giovani "pensatori indipendenti" (tali perchè ripetono ogni stronzata apparsa sui giornali di regime) annuivano soddisfatti e si univano alle urla. Chi grida per primo e chi grida più forte è in vantaggio nella democrazia. E chi predica l'odio verso qualcosa (gli ebrei, i ricchi, il capitalismo, gli stranieri...) ottiene un enorme vantaggio. Chi non sa che la demagogia si nutre coltivando l'odio della gente dovrebbe rinunciare a votare: non importa per chi voglia votare, sta sprecando il proprio voto perchè non ha idea di come funziona la propaganda... e questo buttare il proprio voto è una vera Bestemmia verso la democrazia. Se non fosse che ciò dimostra il fallimento della democrazia a causa dell'idiozia del'uomo comune che si crede un intellettuale aperto di mente, ma in realtà è un cretino dotato di rara ignoranza storica, sociale e politica, potrebbe anche risultare divertente. Russell, il filosofo inglese, ancora una volta aveva ragione quando scrisse dopo la Seconda Guerra Mondiale che la democrazia è un pericolo perchè dà il potere di decidere a masse di idioti. Tornando al tema "Bestemmie", in teoria queste andrebbero evitate. Non si tratta di una imposizione, ma di civiltà. Ovviamente i sostenitori della bestemmia hanno il coraggio di pronunciarle solo in mezzo a gente che non si arrabbierà più di tanto perchè "questa è vera libertà di esprezzione". Poi, essendo dei codardi, quando vanno in Iran non ce l'hanno il fegato per insultare Maometto. Anche l'endemica presenza di codardi saccenti in ogni campo del sapere fa parte del potere concessoci dal sistema democratico. Buon divertimento.
 
AttualitàPoliticaSocietà&Co.; 0 commenti; Sperma Link
 
Savoia: Associazione a Delinquere!
   2006-06-16 20:53:03
Vittorio Emanuele di Savoia, di 69 anni, è stato arrestato nel pomeriggio, per ordine del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Potenza, Alberto Iannuzzi, nell' ambito di un' inchiesta coordinata dal pubblico ministero, Henry John Woodcock. Nei confronti del principe le accuse sono di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e al falso e allo sfruttamento della prostituzione.

L'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e al falso fa riferimento - secondo quanto si è appreso - ad un vero e proprio "mercato" dei nulla osta per i videogiochi ed altri apparecchi elettronici utilizzati per il gioco d' azzardo. Nella vicenda gli investigatori hanno scoperto legami con esponenti della criminalità organizzata siciliana. L' altra accusa, quella di associazione per delinquere finalizzata alla prostituzione, riguarda il reclutamento di ragazze da offrire a clienti del casinò di Campione d' Italia.

Fonte: ansa.it , 16 Giugno 2006



Le indagini faranno chiarezza (si spera) sulle responsabilità, ma per ora vi dico soltanto...

Fidatevi del Duca,
Fidatevi di una troia,
 ma non fidatevi di un Savoia



Baffo II, il nostro buon Re d'Italia, si starà rivoltando nella tomba a 7200 rpm come un Hard Disk....

 Personalmente penso che il principe sia un po' troppo tonto per poter davvero essere coscientemente immischiato in una cosa del genere: o lo hanno sfruttato a sua insaputa o il suo nome compariva per altri motivi ed il pubblico ministero (già famoso per altri casi finiti nel NULLA) ha sfruttato la cosa per farsi maggior fama e ottenere visibilità da parte dei giornalisti.
 

 
Attualità; 0 commenti; Sperma Link
 
Islam che piace alla Sinistra
   2006-06-13 19:17:15
«Ebrei assassini».
Sito islamico educa i bimbi all’odio
Quiz e videogiochi antisemiti nelle pagine web curate dai Fratelli Musulmani.
 
Ecco gli eroi della Sinistra Italiana che da un lato permette una immigrazione incontrollata e dall'altro appoggia "esplicitamente" fazioni e ideologie razziste, xenofobe ed anti-europee.

«Lo sai fanciullo musulmano che gli ebrei hanno assassinato 25 profeti di Dio e che la loro storia nera è colmadi criminali omicidi e di corruzione? ». Comincia così la rubrica «Lo sai?», nel sito Awaladuna, I nostri bambini, gestito dai Fratelli Musulmani (www.awladnaa.net). Il logo ritrae lo stereotipo dell'ebreo carnefice con in testa la kippà, lo sguardo truce e il ghigno crudele, in mano un coltellaccio che gronda di sangue fino a formarne una pozza per terra. Succede oggi, proprio mentre l'Occidente si affanna a corteggiare i Fratelli Musulmani in Egitto, nei territori palestinesi e anche in Italia, illudendosi che siano un antidoto al terrorismo di Bin Laden.

Il Lavaggio del Cervello Islamico:
ricordate la Gioventù Hitleriana?

Il quiz, in lingua araba, così prosegue: «Lo sai che gli ebrei assassini sono quelli che più di altri hanno offeso e oltraggiato il nostro Signore, Eccelso e Potente?»; «Lo sai che gli ebrei hanno tentato più volte di uccidere il nostro amato Profeta, ma Dio lo ha protetto dalla loro malvagità?»; «Lo sai che il male e la perversione diffusi oggi nel mondo sono il frutto delle azioni e degli intrighi degli ebrei che vogliono distogliere la gente dalla via di Dio?»; «Lo sai che gli ebrei che occupano la nostra terra e i nostri luoghi sacri nell'amata Palestina hanno progettato di occupare gli altri territori musulmani, e hanno pianificato di estendere la Grande Israele dal Nilo all'Eufrate e vogliono profanare la tomba del nostro amato Profeta?»; «Lo sai che gli ebrei istigano tutto il mondo contro l'islam e i musulmani con il pretesto di combattere il terrorismo e hanno ordito complotti contro gli altri Paesi musulmani come hanno fatto in Iraq e in Afghanistan?».
Nella rubrica «Le scienze e l'informazione » si legge questo titolo: «L'assassinio dei bambini è parte della fede ebraica». Nello spazio riservato ai «Giochi e concorsi», c'è un videogame dal nome «La strada per Gerusalemme ». Sullo sfondo si vede la Spianata della moschea di Al Aqsa e della Cupola della Roccia, il terzo luogo di culto sacro dell'islam, a sinistra un aereo caccia con la scritta «Allah è grande ». Cliccandoci sopra si abbattono dei simboli con la stella di Davide che scorrono sullo schermo. Più se ne colpiscono, più ci si avvicina alla vittoria che coincide con la distruzione di Israele.
Tant'è che in un poster dal titolo «La nostra festa sarà il giorno della liberazione della nostra terra», si vede la cartina di uno Stato palestinese che si estende anche sulla superficie di Israele, che è stato letteralmente cancellato. In un altro poster dal titolo «Giuro che mi vendicherò, ma per Dio e per la religione», si vede un bambino di quattro o cinque anni che a muso duro impugna un kalashnikov. Nella rubrica «La mia grande patria» si indica che Siviglia e l'Andalusia sono parte della terra islamica. Nella rubrica «Cultura generale» compare un albero i cui rami simboleggiano le battaglie vinte da Maometto contro le tribù ebraiche e pagane, con la scritta: «Il Profeta ha condotto il Jihad (la guerra santa) contro gli infedeli e gli ipocriti e li ha sconfitti. L'inferno è il loro rifugio e il loro destino è la dannazione! ».

L'Intellettuale Sconvolto!

In un commento pubblicato sul sito liberale www.metransparent.com, l'intellettuale svizzera di origine yemenita Elham Manea ha esclamato: «Mio Dio, non dovremmo forse vergognarci di noi stessi? Quali informazioni vengono inculcate nelle teste dei nostri ragazzi? Di quale odio e quale astio cieco vengono riempite le loro menti?». Siffatti discorsi hanno un nome, il loro nome oscilla tra «il fanatismo esplicito contro chiunque professi la religione ebraica» e la «ostilità totale contro gli ebrei». La Manea sottolinea così il suo stupore: «Non ci credevo perché i Fratelli Musulmani continuano a ripetere che non odiano nessuno e che secondo la loro interpretazione la religione islamica è una religione di pace, che non hanno alcun problema con gli ebrei né con la religione ebraica, bensì con lo Stato di Israele e le sue azioni repressive contro il popolo palestinese».
 
Antisemitismo mascherato
per infinocchiare i creduloni di sinistra

La verità è esattamente opposta
: l'odio nei confronti degli ebrei e la negazione del diritto di Israele all'esistenza sono due facce della stessa medaglia. Eppure facciamo finta di niente. Sappiamo che Hamas, la sigla che rappresenta i Fratelli Musulmani palestinesi, mira esplicitamente all'annientamento di Israele, ma ci ostiniamo a immaginare che in virtù della realpolitik prima o dopo cambierà atteggiamento. Lavandoci di fatto le mani e abbandonando Israele al suo destino. Così come sappiamo che l'Ucoii, la sigla che rappresenta i Fratelli Musulmani in Italia, disconosce il diritto di Israele all'esistenza e legittima gli attentati terroristici palestinesi, eppure è stata accreditata come interlocutore dello Stato. Il 7 febbraio 2006 l'exministro dell'Interno Pisanu arrivò a sostenere «una evoluzione positiva del movimento dei Fratelli Musulmani in tutto il mondo: io penso che questa evoluzione debba essere assecondata». Mi auguro che ora, una volta per tutte, chi deve vedere veda, chi deve sentire senta, chi deve parlare parli.

 
13 Giugno 2006
Magdi Allam, per Il Corriere della Sera
 
PoliticaIslamCultura MistaSocietà&Co.; 1 commenti; Sperma Link
 
TCPA DRM Libertà informatica a rischio
   2006-06-12 13:10:33

TCPA / DRM
La Libertà può essere persa per l'indifferenza del popolo.
I giornalisti italiani si rifiutano di parlare della questione della libertà informatica che sta accendendo anche il Parlamento Inglese. Vuoi perdere i tuoi diritti ascoltando il loro silenzio monopolista?

Video Introduttivo al TCPA
Scopri che cosa è con un breve, divertente filmato.

 

Vuoi scoprire vantaggi (ottenibili anche in altro modo) e pericoli (tipici del TCPA DRM) in un testo completo?
http://www.carraronan.org/tcpa-trusted-computing.htm

Per favore, non chiamatelo Palladium. Non si tratta più, come era anni fa, di un ipotetico progetto spauracchio di Microsoft. Il TCPA è una realtà (vedesi corsi universitari di Reti di Calcolatori e simili, dove se ne parla) precisa, esistente ed estremamente pericolosa in particolare abbinato al nuovo standard DRM atto a proteggere i diritti dei software proibendo l'uso di un software su PC differenti e bloccando ogni possibilità di copia ad uso privato.

Se i tuoi preziosi documenti e il tuo materiale personale sparisse?
Molti non sanno ad esempio che Microsoft prevede per Windows una clausola sui futuri rilasci che permetterebbe alla ditta di distruggere senza preavviso tutto il materiale posseduto senza licenza. Stai scrivendo un libro con Word piratato?
Possono distruggere il documento in piena legalità. Se usi Windows XP aggiornato hai già accettato che accada nei termini di uso del software.

Il Treno del TCPA + DRM è già partito
Punto Informatico ti spiega gli avvenimenti che, senza che te ne fossi accorto, sono accaduti sotto i tuoi occhi. Processori, OS, Bios, tutto sta venendo preparato in attesa del giorno in cui il blindatura scatterà distruggendo tutto ciò che non è "lecito" e bloccando molte funzionalità del tuo PC a cui sei abituato.

Prendiamo quattro notizie degli ultimi 60 giorni:
1) Intel ha annunciato il rilascio delle cpu Pentium D, che integreranno un ambiente TCPA per l'esecuzione di operazione crittografiche
2) Phoenix, uno dei maggiori produttori di BIOS, ha presentato il primio bios TCPA compatibile per la realizzazione di motherboard TCPA compatibili
3) Apple ha inserito nei kit per sviluppatori una serie di API per l'utilizzo di DRM TCPA compatibili che verranno inseriti in MacOS X (voci assolutamente non controllabili parlano di una completo allineamento di MacOS X a TCPA con il successore della versione attuale 1.4 "Tiger", oppure addirittura nei futuri aggiornamenti di Tiger stesso, durante il passaggio alla piattaforma x86).
4) Microsoft ha annunciato il rilascio di Windows Vista (l'ex Longhorn), che includerà un DRM a specifiche TCPA

Questi sono tutti i pezzi necessari perchè il 98% dei pc (wintel e mac) siano TCPA compatibili.
>> http://punto-informatico.it/p.aspx?i=54706&r=PI

Un Mondo TCPA / DRM
Un divertente racconto satirico dedicato agli effetti per noi folli, ma pienamente legittimati del TCPA/DRM.

>> http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1505995

Untrusted/ TC, DRM scelta inevitabile?
No. Non è necessario il TCPA se non per proteggere le grande aziende già esistenti e proibire la libera distribuzione e realizzazione delle proprie opere. Immagina la SIAE, estendine i tentacoli su tutto il mondo e rendila infallibile ed obbligatoria: ecco il TCPA, l'inferno in terra per i piccoli produttori ed i creatori di software gratuito (come IrfanView ad esempio).
>> http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1477536

Untrusted / PC Blindati Ovunque?
Il TCPA non è necessario per la sicurezza dei PC e per affermarsi necessita di una fetta abbondante di mercato.
>> http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1486452

La Copia Personale: diritto inalienabile per il Parlamento Inglese
Il connubio TCPA + DRM (combinando chiavi hardware e protezioni) renderebbe nullo il diritto alla copia. Ma per alcuni paesi il diritto alla copia personale è un diritto inalienabile. Ecco perché il Parlamento Inglese comincia a rivoltarsi contro le implicazioni della schiavità mondiale del TCPA + DRM.

"La questione toccata dai parlamentari è vastissima ed è oggetto di dibattito in moltissimi paesi. La sensazione di alcuni osservatori è che, se la proposta passerà, i consumatori avranno vita più facile nel boicottare il DRM, inviso a moltissimi proprio per le limitazioni d'uso che impone."

>> http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1514049

Non tutti sono a favore del blindamento mondiale dei PC
La British Phonografic Industry, che raduna i produttori discografici britannici, ha fatto sapere di ritenere la copia privata un diritto. In particolare Peter Jamieson, chairman di BPI, ha dichiarato che i consumatori dovrebbero essere posti in condizione di effettuare una copia per fini personali, a patto che non la distribuiscano a terzi. Nulla cambierebbe, evidentemente, per chi volesse lucrare sulla duplicazione abusiva dei materiali.
Anni luce dalla mentalità oscurantista e monopolista della SIAE e dei decreti anti-P2P del Governo Berlusconi.

Cosa puoi fare tu per salvarti da un futuro pericoloso per la libertà individuale?
Comincia inviando lettere ed e-mail ai tuoi partiti politici di riferimento, indicando gli articoli di Punto-Informatico e la pericolosità del TCPA + DRM. I nostri politici devono sapere che qualunque mossa del governo italiano a favore del DRM deve incontrare il dissenso degli elettori. E non comprare prodotti DRM. Ad esempio non acquistare i nuovi Windows Vista abbinati a processori Intel Pentium D.
>> http://punto-informatico.it/p.aspx?i=53103&r=PI

Parte la Campagna Italiana anti DRM
Leggi l'articolo e scopri cosa sta accadendo.
>> http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1517037


Contenti?

 
Cultura MistaGeneraleInformaticaPoliticaSocietà&Co.; 0 commenti; Sperma Link
 
Attrezzi Ducali
   2006-06-11 12:42:51

Il Duca ha Scelto


Il Duca ha ordinato i seguenti articoli.
Ora finalmente potrà mostrare la propria ducalità con modalità più raffinate rispetto all'afferrarsi il pene in pubblico.

Non che il toccarsi il pene in pubblico non rimanga, anzi, verrà maggiormente sottolineato da urla belluine, peti e dal morione ovviamente abbinato alla ducale camicia hawaiana.
Per le due pistole, una con meccanismo a ruota l'altra a pietra focaia, immagino che potrò usarle per tratturare il culo di qualche universitaria porca.
 

 
Generale; 1 commenti; Sperma Link
 
 

Info sul Duca

Il Duca, teoricamente, studia Ingegneria.
E' appassionato di Storia Moderna, Oplologia e Body Building.
Per Grazia di Dio è Granduca dello Sfinterburgo e Duca del Porno.

 

Blog Amici

Cavalla Golosa
Hate Club

 

Vota il Duca

Net-Parade

 

Ragazze Sexy


Melissa Satta


Francesca Lodo


Giorgia Surina

 

 

 

BlogItalia.it - La directory italiana dei blog

 


Copyright Carraronan 2006

Gurps Italia - Umorismo e Ragazze Sexy - Casino con Bonus - Angolo della Sega - Buon Porno